Un patto non solo turistico ma anche produttivo tra le Città di Fossano e di Lezha (Alessio, Albania) che accellerano in tal modo il cammino di Gemellaggio oramai solidamente intrapreso grazie al ruolo logistico svolto da varie istituzioni economico-finanziarie di territorio, CrFossano in primis e varie associazioni di categoria.

Accolta dal sindaco Davide Sordella e dall'assessore Simonetta Bogliotti, la delegazione di Lezha - composta dal sindaco Enver Hafizi, dall'assessore Petrit Marku e dalla consulente turistica Silvana Ndoj - ha esposto i principali punti di affinità e anche di convergenza tra Fossano e Lezha, in termini di complementarietà turistica e di investimento industriale.

"Stiamo aiutando con la leva fiscale e amministrativa di competenza locale - ha spiegato Sordella - le attività produttive e manifatturiere, vero motore economico del territorio e traino per tutti gli altri settori. Lo sviluppo e l'ampliamento produttivo locale è utile anche a rafforzare le aziende interessate nella ricerca di nuovi mercati di sbocco commerciale e distributivo. L'Albania, porta dei Balcani, è un interlocutore strategico in ciò".

Il vicesindaco Hafizi, a nome della delegazione è della città amministrativa, ha consegnato a Sordella (nella foto) una onorificenza simbolica di Lezha, ricevendo dal primo cittadino fossanese la riproduzione di un dipinto che ritrae una molteplicità di mani intente a sorreggere il nucleo urbano antico.

Della delegazione facevano parte anche il giornalista Alessandro Zorgniotti, il collega Gian Franco Basso e la Soprano albanese Alisa Katroshi, che a inizio autunno si esibirà in concerto a Fossano, presso la chiesa dei Battuti Bianchi, sotto l'egida della Crf.

"Nelle relazioni internazionali - è stata la battuta conclusiva di Sordella - il nostro ambasciatore è il presidente Beppe Ghisolfi, che ringraziamo per questo lavoro svolto a beneficio di una comunità più vasta".

 

Da giovedì 2 a martedì 7 marzo il Parlamento Europeo Giovani approda a Cuneo per la sua 40a Selezione Nazionale.

Per l’occasione, Confindustria Cuneo e il Gruppo Giovani Imprenditori affiancheranno e sosterranno gli organizzatori della sessione cuneese del PEG, ospitando e mettendo a disposizione la struttura e i servizi dell’Unione Industriale della Provincia nella giornata di domenica 5 marzo.

Il PEG, associazione attiva in Italia da più di vent’anni, collabora con il Ministero dell’Istruzione, con altri partner privati e sponsor di diversa natura, il cui supporto è fondamentale per garantire la buona riuscita di ogni evento.

Il sostegno di Confindustria Cuneo all’evento del Parlamento Europeo Giovani nasce dalla condivisione del loro principale obiettivo, promuovere un modello di cittadinanza attiva, partecipata e consapevole nonché lo sviluppo di una più vasta dimensione europea tra i giovani. In particolare, le due Selezioni Nazionali organizzate annualmente sono volte ad incentivare la riflessione su problemi di attualità secondo diverse aree di interesse e influenza, nonché ad incoraggiare i giovani ad interessarsi al processo democratico.

Alla Selezione Nazionale di Cuneo prenderanno parte delegazioni provenienti da licei di tutta Italia. I ragazzi saranno suddivisi in commissioni a seconda della tematica trattata, su modello delle commissioni istituite dal Parlamento Europeo. I delegati si riuniranno quindi al Parco della Resistenza, per partecipare ad attività e giochi volti alla formazione del gruppo.

Successivamente, durante due giorni di lavori di comitato all’interno della sede di Cuneo dell’Università di Torino, guidati da tutors internazionali, gli studenti dovranno impegnarsi nella stesura di una vera e propria risoluzione in lingua inglese.

Le questioni affrontate spazieranno dall’euroscetticismo alla violenza sulle donne, passando per l’immigrazione e molto altro ancora. Tutte le proposte di legge verranno dibattute e votate durante l’Assemblea Generale presso la Sala Falco della Provincia, momento aperto al pubblico e conclusione dell’evento.

L’operato dei delegati, infine, sarà valutato, secondo diversi criteri, da una Giuria di esperti che individueranno due delegazioni vincitrici: la prima classificata avrà la possibilità di partecipare ad una delle due Sessioni Internazionali organizzate dallo European Youth Parliament, la seconda rappresenterà l’Italia ad uno dei Forum Internazionali organizzati ogni anno dai vari Comitati Nazionali degli altri Paesi.

Siamo molto contenti  della posizione costruttiva e dialogante assunta dall' Italia nei confronti dei nostri Paesi d'origine: con la Tunisia, in particolare, in occasione della visita  a Roma, dell'8-9 febbraio, del presidente  Beji Caid Essebsi (la prima ufficiale d' un Capo di Stato tunisino dalla rivoluzione del 2011), è stata ribadita l'importanza del dialogo, ai fini della conoscenza reciproca, e del comune impegno dei due Paesi nel combattere l'immigrazione irregolare, col suo grave carico di violenze nei confronti di bambini e donne".

"E' il commento del Prof. Foad Aodi, fisiatra, presidente di Co-mai( Comunità del Mondo Arabo in Italia), AMSI(Associazione Medici d' origine Straniera in Italia) e movimento internazionale "Uniti per Unire". Realtà ora tutte unite, insieme a numerosi altre,  nella CILI-Italia, Confederazione Internazionale Laica Inter religiosa. 

Nell'agenda dei colloqui tra il presidente tunisino e il premier Gentiloni, sono stati affrontati temi cruciali come  la lotta  congiunta all'immigrazione irregolare, la cooperazione culturale e accademica (con un programma di borse di studio e scambi), l'energia da fonti rinnovabili, la cooperazione allo sviluppo; oltre alla  firma di sei accordi di cooperazione in vari settori(turismo, sanità, cooperazione allo sviluppo, energia, cultura, ricerca ed istruzione).

"Il nostro appoggio - prosegue Aodi - a quest'intesa italo-tunisina s'era già manifestato sin dall'inizio del nostro impegno a favore dei ponti coi nostri Paesi di origine: e testimoniato  dalla nostra partecipazione al congresso in Tunisia (circa due anni fa) coi ministri per l'Immigrazione dei Paesi del Maghreb, organizzato dalla Lega Araba, sezione Tunisia, contro l' immigrazione irregolare. Nonche' l'autunno scorso, per la visita d'una delegazione di medici tunisini al Centro culturale tunisino di Via Cupa a Roma, e alla sede della ASl rm 4 di Civitavecchia; ora è fondamentale che la collaborazione fra Italia  e Paesi del Maghreb prosegui, a salvaguardia della sovranità d'ogni Paese, ma anche della lotta a tutti i Muri, quelli già esistenti e quelli preannunciati, in questi giorni, da Donald Trump. Ribadiamo, inoltre, la nostra disponibilità a proseguire la collaborazione col Governo italiano e le altre istituzioni, nelle politiche di integrazione degli immigrati e del dialogo inter religioso, pilastri fondamentali per combattere le strumentalizzazioni sulla pelle degli immigrati e la guerra alle religioni: promuovendo iniziative coraggiose sul piano internazionale, come #Cristianinmoschea, che, organizzata dalle nostre associazioni, in  tutta Italia,  l'11 e 12 settembre  scorso, ha ribadito la maturità, la consapevolezza e la disponibilità al dialogo tra le stesse comunità e associazioni d' origine straniera , le istituzioni italiane, il mondo cattolico e ,il mondo musulano, il mondo arabo ed quello laico".

Contributo, questo, i cui effetti sono stati importanti, probabilmente, anche per la firma, pochi giorni fa, del "Patto nazionale per un Islam italiano" tra ministero dell' Interno e associazioni islamiche in Italia, atteso da anni: patto comprendente vari punti (albo nazionale degli imam, sermone del venerdì da tenersi in italiano, no alle moschee e agli imam "fai da te") che da tempo eran stati sollevati e presentati, proprio da Co-mai e Uniti per Unire, al Sottosegretario del Ministero degli interni, Domenico Manzone, in un incontro congiunto presso il Viminale.

"Per tutto questo lavoro,  ringraziamo anche Khalil Altoubat, consigliere diplomatico di Co-mai e Uniti per Unire, impegnatosi a presentare le nostre proposte in qualita' di membro del Consiglio per le relazioni con l'Islam del Viminale - prosegue Aodi e ringraziamo tutte le comunità e associazioni di musulmani in questo Paese che stanno attuando una grande svolta a favore dell'unità' del mondo musulmano  in Italia, indipendentemente dai vari Paesi d' origine o ideologie politiche andando oltre le divisioni: insieme anche a convertiti  e laici, per l' interesse dell' Italia e l'integrazione degli stessi musulmani qui e in Europa". 

"L'unico modo per combattere seriamente l'immigrazione irregolare alla fonte- aggiunge appunto Khalil Altoubat - è concludere accordi coi Paesi del Mediterraneo (Libia, Tunisia, Marocco, ecc...): proprio la linea che sta portando avanti il ministro dell' Interno, Marco Minniti, con la quale concordiamo pienamente".   

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Radio Televisioni (CRTV) riunito a Roma, ha completato la definizione degli assetti interni per il triennio e messo a punto il programma essenziale di lavoro per l’anno in corso.

Ad affiancare il Presidente, Franco Siddi (Rai), rieletto alla carica alla fine del 2016 saranno i Vice Presidenti Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset e Maurizio Giunco, Presidente Federazione Radio Televisioni, che già avevano ricoperto l’incarico nel precedente triennio, Alessandro Araimo, SVP-COO Discovery Southern Europe e Marco Ghigliani, Amministratore delegato La 7, nominati per la prima volta.

Ratificata anche la nomina del Direttore Generale, Rosario Alfredo Donato, che avrà anche il compito di rappresentare l’Associazione nell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap).

Del Consiglio di Presidenza fanno parte anche Andrea Castellari (Viacom), Francesco Dini (Elemedia), Fabrizio Ferragni (Rai), Piero Manera (Frt), Gina Nieri (Mediaset), Paolo Penati (Qvc), Paolo Ruffini (Tv 2000) e Lorenzo Suraci (Rtl). Paolo Ballerani (Amministratore Persidera) sarà invece Special Advisor del Presidente.

Il Consiglio di Presidenza, nell’occasione, ha anche discusso ed approvato le linee guida di lavoro e il bilancio preventivo per l’anno in corso. Oltre all’attività tipica di rappresentanza, promozione e tutela, in sede istituzionale e sociale, del settore radiotelevisivo, del suo sviluppo nel tempo delle grandi trasformazioni digitali, industriali e professionali, un’attività specifica sarà rivolta alla lotta contro la pirateria dei contenuti radiotelevisivi. I contenuti sono il punto di forza, di qualificazione e di valore e non possono essere sottratti illecitamente.

Nel breve termine saranno monitorati attentamente, e con contributi di proposte, i processi dei decreti attuativi della legge sul cinema e della legge sull’editoria, nonché i provvedimenti per il diritto d’autore, la direttiva per i servizi media audiovisivi (Smav), i regolamenti per le tv locali, le misure fiscali per la concorrenza dell’economia digitale, il confronto parlamentare sulla diffamazione attraverso i media.

Molto intensa sarà l’attività studi e ricerche con costanti aggiornamenti sullo stato di salute del settore.

Il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, i dirigenti del dicastero e quelli dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) hanno presentato, a Roma, il Rapporto Qualivita 2016 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg.

Le Dop sono le Denominazione di Origine Protetta, in cui, per la legislazione europea, che ha unificato i marchi rilasciati dai vari Paesi membri, rientrano anche le Docg e le Doc italiane del vino. Le Igp rappresentano le Indicazioni Geografiche Protette, di cui fanno parte, per le stesse motivazioni precedenti, le Indicazioni Geografiche Tipiche italiane riguardanti il vino. Le Sgt costituiscono le Specialità Tradizionali Garantite.

Il Rapporto ha messo in evidenza che l’Italia è la nazione leader (la prima) a livello mondiale, con un paniere di 814 certificazioni di qualità legate agli alimenti e ai vini (571 Dop, 241 Igp e 2 Stg). Tradotto in termini economici significa una corrispondenza di 13,75 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2015 e un peso del 10% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale.

Dati-chiave anche dal punto di vista dell’export con 7,8 miliardi di euro venduti sui mercati esteri, pari al 21% delle esportazioni complessive dell’agroalimentare e un trend positivo del più 9,6%.

Il settore alimenti (166 Dop, 123 Igp e 2 Stg) è costituito da 80 mila 10 operatori che hanno generato 6,35 miliardi di valore, con un aumento al consumo dell’1,7% e nella grande distribuzione del 5%. Invece, il comparto vino (405 Dop e 118 Igp) ha raggiunto 2,84 miliardi di bottiglie messe in commercio per un importo di 7,4 miliardi di euro e un più 5,8%. Il sistema italiano delle denominazioni e delle indicazioni garantisce la qualità e la sicurezza attraverso la rete dei 247 Consorzi di tutela (137 per i cibi e 110 per il vino) riconosciuti dal Ministero e oltre 162.000 controlli effettuati dagli organismi preposti.

In questo contesto, la provincia di Cuneo, tradizionalmente caratterizzata da una forte vocazione agroalimentare,  riveste un ruolo di straordinaria importanza. La “Granda”, infatti, nel totale delle certificazioni di qualità, con 35 Dop e Igp, per impatto economico (364 milioni di euro) si colloca all’ottavo posto tra le province italiane, dietro a Parma, Modena, Reggio Emilia, Treviso, Verona, Brescia e Bolzano.

In Piemonte, Asti è al ventesimo posto.  Il reparto alimenti vede Cuneo in undicesima posizione, con 17 Dop e Igp e un valore di 182,5 milioni di euro. A livello di cibo, in Piemonte non ci sono altre province nei primi venti posti. Per quanto riguarda il settore vini la “Granda” si classifica quarta (18 Dop e Igp e un controvalore di 181,5 milioni di euro), preceduta da Treviso, Verona e Siena. In Piemonte, sono tra le prime venti province anche Asti (5º posto) e Alessandria (12º posto), quindi il Monferrato, di conseguenza il territorio riconosciuto patrimonio dell'Umanità Unesco.

Entrando nel dettaglio delle produzioni, tra i formaggi Cuneo è nona (7 Dop e Igp e 162,7 milioni di euro), con Novara in 17ª posizione. Nelle carni non sono presenti province piemontesi nei primi venti posti. Tra i prodotti ortofrutticoli Cuneo vanta un rilevante terzo gradino del podio (4 Dop e Igp, 18,4 milioni di euro), alle spalle di Bolzano e Trento. In Piemonte, Asti e Torino occupano l’11º e il 14º posto.

Il Rapporto - dichiara il viceministro Olivero - rappresenta un riferimento, uno strumento di conoscenza indispensabile di analisi e di monitoraggio delle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate. Per il nostro Paese ne emerge un quadro estremamente positivo: questo è un vanto, ma anche una sfida in quanto il nostro compito, alla luce delle dinamiche internazionali, è guardare con lungimiranza allo scenario futuro e accompagnare il sistema dei consorzi, dei produttori e delle aziende di trasformazione a raggiungere ulteriori obiettivi di crescita, consolidamento e innovazione”.

In quale modo?Continuando a lavorare su prodotto e territorio: un binomio vincente dell’Italia, capace di dare valore alla nostra qualità. Poi, tutelare le nostri indicazioni geografiche che non vuol dire protezionismo, ma garanzia delle stesse eccellenze. Infatti, 247 Consorzi di tutela e un sistema di controlli unico al mondo rendono i nostri prodotti i più sicuri che esistano. La produzione certificata deve essere percepita in modo ancora più evidente come portatrice di elementi valoriali: dall’espressione del territorio al rispetto dell’ambiente, alla sicurezza alimentare”.
La provincia di Cuneo occupa l’ottavo posto tra le province italiane per le produzioni Dop e Igp: un’ottima posizione. Quale futuro si prospetta per la “Granda” nel settore anche sotto il punto di vista dell’ottenimento di nuove certificazioni di qualità?
 “Il Cuneese si conferma territorio di eccellenza e la scelta compiuta di sviluppare le indicazioni geografiche sta dando i risultati sperati. Mi complimento con le imprese, i consorzi e gli enti preposti al controllo ed alla certificazione: è un sistema vincente. Ciò nonostante sono sicuro che potremo fare ancora meglio e nei prossimi mesi dovremo lavorare per far crescere alcune produzioni tutelate, soprattutto in settori come quello caseario e quello delle carni fresche, nel quale da qualche settimana possiamo vantare una nuova Igp: quella del “Vitellone piemontese della coscia”. Vini, ortofrutta, formaggi, carni e salumi: nulla ci manca per essere campioni della qualità italiana. Tutto questo non dà solo lustro al territorio, ma reddito alle imprese e consente una giusta remunerazione ai produttori, cosa che spesso non avviene per i prodotti non certificati”.

Lunedì 20 febbraio, alle 17, nella Cantina di Nizza Monferrato (Asti), verrà presentata la 7° edizione dei “DOCG NIZZA” ITALIAN OPEN, organizzata dal Club Italia della Federazione Italiana Pallapugno, che il 4 e 5 marzo prossimi riporterà a Nizza Monferrato il grande Wallball, disciplina sferistica erede dell’Expulsim Ludere praticato nell’Antica Roma ed oggi diffusa in oltre 35 Nazioni del mondo, ospitato al Palamorino.

L’evento, che gode del patrocinio della Città di Nizza Monferrato e vede il coinvolgimento, nella veste di title sponsor, dell’Associazione Produttori del Nizza, inaugura la stagione del Pro Tour, il circuito che riunisce i cinque tornei Open più prestigiosi d’Europa, che farà successivamente tappa a Londra in Agosto, a Valencia in Ottobre, a Huissignes (Belgio) e a Franeker (Olanda) in Novembre, con oltre 400 atleti coinvolti.

Ai “DOCG NIZZA” ITALIAN OPEN saranno 65 gli atleti a scendere in campo: 35 stranieri provenienti da Belgio, Francia, Irlanda, Olanda, Spagna e Stati Uniti; e 28 italiani provenienti da Liguria, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto; che si affronteranno nei tornei di singolo e doppio, maschile e femminile, nelle categorie Open (A), Challenger (B) e Over 40. Giocatori e giocatrici che, oltre a viaggiare per praticare lo sport preferito, hanno dimostrato di essere molto interessati all’offerta enogastronomica e alla produzione artigianale dei territori dove si svolgono i tornei.

E proprio l’interazione del Wallball con due settori molto importanti come il turismo e l’enogastronomia hanno spinto l’Associazione Produttori del Nizza a diventare title sponsor dell’edizione 2017 degli Open Italiani, che, grazie alla trasmissione in diretta streaming su TeleNizza, si trasformeranno in una straordinaria ed efficace vetrina pubblicitaria per il territorio e per le sue eccellenze enogastronomiche.

Fieragricola, rassegna di Veronafiere dedicata al settore primario, ha firmato un accordo pluriennale per la gestione in esclusiva dell’Area Italia del Siam, il Salone internazionale dell’Agricoltura del Marocco. La manifestazione si terrà a Meknès dal 18 al 23 aprile prossimi.

"L’intesa raggiunta commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiereci consente di rafforzare in Nord Africa il nostro presidio nell’agroalimentare, un comparto protagonista storicamente di un notevole interscambio tra i paesi del Mediterraneo.  Siamo inoltre molto soddisfatti di essere il primo organizzatore fieristico italiano a sottoscrivere una collaborazione strategica con il Siam".

Il dialogo fra enti fieristici ha avuto inizio un anno fa e si è intensificato dopo la visita di una delegazione guidata dal commissario generale del Siam, Jaouad Chami, alla 112ª edizione di Fieragricola, nel febbraio 2016.

La partnership è un riconoscimento molto importante per Veronafiere e per Fieragricola, anche perché – in seguito agli incontri avuti a Roma nella sede della FAO e al ministero dell’Agricoltura del Marocco – l’Italia è stata nominata Paese d’onore del Siam.

Uno dei punti chiave del protocollo d’intesa riguarda una serie di visite di tutte le delegazioni dei Paesi africani che saranno presenti alla 12ª edizione del Salone internazionale dell’Agricoltura del Marocco.

I numeri del Siam -  Nel 2016 il Siam ha assicurato una superficie espositiva di 172.000 metri quadrati, dei quali 80.000 coperti. I 1.220 espositori presenti, provenienti da 63 Paesi, hanno richiamato oltre un milione di visitatori e 21 delegazioni internazionali.

Manifestazione trasversale sull’agricoltura, come la Fieragricola di Verona, il Siam ha coinvolto 330 cooperative di prodotto e ha registrato una presenza durante la manifestazione di 2.734 capi zootecnici; 32 sono state le conferenze organizzate e 37 i trofei assegnati. Vasta l’eco della stampa, con 447 giornalisti accreditati presenti.

La presentazione a Verona. "Stamane mercoledì, 8 febbraio, in occasione della quinta edizione del Best Seller Award di Fieragricolaannuncia Luciano Rizzi, Area manager Agriexpo & Technology di Veronafierealla luce delle richieste di approfondimento sulla partecipazione a Siam, illustreremo tutti i dettagli utili alle aziende". È comunque già attiva la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per quanti desiderassero inviare una pre-adesione.

Il "Plan Maroc Vert". Attraverso il Piano Verde per l’agricoltura, in vigore fino al 2020, il Marocco punta a sostenere una delle voci più rappresentative della propria economia. Il settore primario occupa infatti circa 4 milioni di persone, pari al 45% dei lavoratori totali e contribuisce al 19% del Pil nazionale, con un’incidenza del 15% di agricoltura e allevamento e del 4% dell’alimentare.

Il progetto mira a incrementare il valore della produzione agricola da 6,5 a 9 miliardi di euro e dell’export (da 800 milioni a 4,5 miliardi di euro), con risorse annue disponibili per oltre 1 miliardo di euro.

Tra le numerose opportunità a sostegno degli investimenti privati in agricoltura il «Plan Maroc Vert» sovvenziona dall’80 al 100% l’acquisto di sistemi di irrigazione; dal 30 al 70% l’acquisto di macchinari ed attrezzature agricole; da 350 a 445 euro a capo per i bovini e da 64 a 75 euro a capo per gli ovini. Aiuti sono assicurati anche per le fasi di trasformazione delle materie prime agricole.

La volontà del re Mohammed VI è inequivocabile sul versante dell’innovazione in agricoltura, tanto che all’inizio dell’anno ha incentivato concretamente la diffusione di nuove tecnologie in tema di irrigazione, elemento chiave per la crescita del settore.

Esordio d'èlite per il logo Monferrato 1050, l'inizitiva del 2017 che ricorda l'anniversario della nascita del territorio che l'Imperatore Ottone I assegnò ad Aleramo il 23 marzo 967 e attorno alla quale si snoderanno otto mesi di attività per far emergere le caratteristiche di un'area che ha raccontato sette secoli di storia fatta di contatti con le Corti europee abbinate ad una vita fra le grandi potenze dell'epoca.

Il primo suggello di un percorso che farà del Monferrato l'Expo 2017 a cielo aperto con le tante strutture storiche (da Castelli a Abbazie, cantine, infernot) ospitali e che trasudano storie di vino e di duro lavoro con eccellenze ad oggi proiettate verso il futuro.

Metti insieme la passionaccia per i motori e l'occasione della 35esima edizione di Automotoretrò ospitata sino a domani sera (5 febbraio) nei padiglioni Lingotto Fiere a Torino, aggiungi uno stand, fra i tanti, mitico per cosa ha rappresentato per il mondo dei motori e dei rally, con la presenza di tutti i modelli Lancia Martini Rally che hanno conquistato dieci titoli mondiali fra il 1987 e il 1992 e avrai una miscela esplosiva con l'assalto del pubblico garantito.

E qui si apre la grande idea che a fine 2014, ha messo insieme quattro “visionari” (ma non troppo) che hanno pensato di far rivivere al territorio astigiano i fasti di tempi andati quando le strade della provincia erano teatro di motori rombanti sempre spinti al limite per vincere le gare su strada.

Nasce così "RallyEra" con Cristiano Massaia, sindaco di Aramengo (Asti) a stimolare altri “ammalati di rallysmo” che attendevano solo la scintilla per tornare vivere dall'interno emozioni che passione e lavoro aveva fatto dimenticare.

Così Mario Ghiotti rallysta di lungo corso, Luca Gastaldi, giornalista e Roberto Vittone, tecnico per trentanni sulle strade del mondo al seguito delle “regine” incontrastate, accettano l'idea di rinverdire le auto del “mito” che il sindaco vagheggiava già da tempo.

Detto e fatto, ma non è stato così semplice: nel 2015 nasce RallyEra, appuntamento ad Asti a fine aprile con esposizione dei 15 bolidi che hanno rappresentato un'epoca di Lancia Martini sotto la guida di Florio il d.t. dei piloti. Affiancate 50 auto delle altre case automobilistiche che hanno contrastato il dominio “torinese”. Serata di gala al Teatro Alfieri di Asti e domenica di rally delle auto d'epoca facendole “sfilare” sulle strade della provincia . Grande successo e applausi per tutti.

E quest'anno la storia si ripete. Esposizione a Automotoretrò con l'aggiunta a sostegno di “Monferrato 1050” e naturalmente allargamento del percorso che si dipanerà nei diversi centri del Monferrato casalese – alessandrino.

Con la presenza dei rappresentanti dell'Unione Giornalisti e Comunicatore Europei ideatori della grande manifestazione per allargare i confini  e le storie del Monferrato, il saluto di Massaia, gli interventi di Andrea Cerrato, assessore al turismo di Asti, Filippo Mobrici, presidente del Consorzio del Barbera, Giorgio Ferrero assessore regionale all'agricoltura si è svolto vernissage.

Le novità 2017? Tante. Ma prevede l'esposizione di uno dei motori vincenti elaborati dall'ingegner Limone, che verrano illustrati ai ragazzi dell'Istituto Castigliano di Asti. Tra le curiosità: del team Lancia Martini fecero parte tre tecnici diplomatisi negli anni Settanta proprio all'istituto tecnico astigiano: Walter Mortara e Sergio Pogliano di Ponzano e Lino Donna di Moncalvo.

La storia si ripeterà con i giovani studenti?

Appuntamento ad Asti a scuola ed al Teatro Alfieri con la “solita” esposizione delle vetture il 30 aprile ed in giro per le strade del Monferrato il 1° maggio 2017.

a. fu.

Bruxelles ha di sicuro un gran potenziale giornalistico. E' un centro decisionale sempre più importante, dove vengono prese decisioni che riguardano - spesso in maniera vincolante - tutti i cittadini della UE. Regolamenti e direttive europee sono importanti per tutti. Purtroppo, sono procedimenti lunghi e spesso molto tecnici, che non si adattano alla semplificazione e ai ritmi veloci richiesti dai media.

Il lettore medio poi non ha la più pallida idea di cosa sia davvero la Commissione. E così mentre questa vuole comunicarsi più efficacemente, il giornalista furbo che approda a Bruxelles deve assolutamente farsi una formazione sulle istituzioni.

Ecco una piccola rassegna stampa per entrare subito negli Affari europei:
EurActiv
European Voice
EUobserver
New Europe

Per tutte le informazioni di base del mestiere, consigliati:
EU4Journalists
European Journalism Centre
Midday Briefing
Brussels blog 
Jon Worth
Polscieu
Tagsmanian Devil
EU Blogging portal

Con oltre 50 musei e più di 100 edifici che ospitano periodicamente esposizioni e mostre, Vienna è la meta ideale per tutti gli amanti della cultura e dell’arte. Dal Museo di Storia d’arte, all’Albertina, dai tesori dell’impero degli Asburgo al museo della musica, ecco i primi musei dove andare:

1.) Museo di Sisi / Appartamenti imperiali / Museo dell’Argenteria

All’interno del palazzo imperiale dell’Hofburg potete visitare gli appartamenti imperiali, dove potete farvi un’idea di come l’imperatore conduceva la sua vita quotidiana e gli affari di governo.

Nel Museo di Sisi potrete scoprire la vera storia della Principessa più amata in Austria, e osservare i tanti oggetti appartenuti all’imperatrice. Infine potete visitare il Museo dell’Argenteria, per ammirare il fasto della tavola imperiale.

I musei sono aperti tutti i giorni dalle 09:00 alle 17:30, l’ingresso costa € 11,50 (Con un solo biglietto potete visitare tutti i museui del palazzo imperiale.) Maggiori informazioni http://www.hofburg-wien.at

2.) Museo di Storia dell’Arte (Kunsthistorisches Museum)

Il Museo di Storia dell’Arte custodisce sin dal 1891 le immense collezioni del grande impero degli Asburgo. Qui si possono ammirare tesori di inestimabile valore, tra cui la “Madonna del Prato” di Raffaello, l'”Arte del Dipingere” di Vermeer, i quadri delle Infanti di Velazquez e vari capolavori di Rubens, di Rembrandt, di Dürer, del Tiziano e del Tintoretto.
Da non perdere inoltre l’ampia collezione di opere egizie e romane.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, il giovedì fino alle 21:00. L’ingresso costa € 14,- , gratuito fino a 19 anni. Maggiori informazioni www.khm.at

3.) Naturhistorisches Museum (Museo di Scienze Naturali)

Collocato di fronte al Museo di Storia dell’Arte, il Museo di Scienze Naturali permette di toccare con mano la storia del nostro pianeta e l’incredibile varietà della natura.Animali, insetti, pietre preziose e minerali sono raccolti in questo affascinante museo.
Da non perdere la sala dei dinosauri, con un allosauro a grandezza naturale che si muove ed emette versi spaventosi, e la sala dei meteoriti, dove si può ammirare la più grande e antica collezione di meteoriti al mondo.

Anche questo museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, il giovedì fino alle 21:00. Il biglietto d’ingresso costa € 10,- gratuito fino a 19 anni. Maggiori informazioni www.nhm-wien.ac.at

4.) Leopold Museum

Il Leopold Museum è una tappa imperdibile per tutti gli ammiratori dello stile Liberty viennese, della Wiener Werkstätte e dell’Espressionismo di inizio ‘900.

All’interno del museo è infatti ospitata la più grande collezione al mondo del pittore Egon Schiele, oltre a moltissimi capolavori di Gustav Klimt e Oskar Kokoschka.

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, il giovedì fino alle 21:00. Ingresso € 12,- http://www.leopoldmuseum.org/

5.) Albertina

Il museo dell’Albertina è uno dei più imporanti di Vienna: oltre alla famosa collezione permanente – fondata nel 1776 dal duca Alberto di Sassonia Teschen – comprendente più di un milione di stampe e 60.000 disegni, vengono infatti qui esposte le più importanti mostre temporanee del mondo.

Vi consiglio quindi di informarvi della mostra presente durante la vostra visita, non ve ne pentirete.
L’Albertina è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, il mercoledì fino alle 21:00. L’ingresso costa € 11,90 , gratis fino a 19 anni. Maggiori informazioni http://www.albertina.at/

L’Europa come opportunità anche per sostenere le numerose attività promosse dalle pro loco del territorio: se n’è discusso a Cavallermaggiore, presso la sede di Telecupole, in un incontro che ho organizzato in collaborazione con l’Unpli di Cuneo, che ha visto la partecipazione di oltre 150 pro loco della Granda. Presente anche il consigliere regionale Franco Graglia.

Tra le opportunità di finanziamento europeo analizzate, le risorse messe a disposizione dal nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020 per manifestazioni sui prodotti agroalimentari d’eccellenza, ma anche le misure previste dai GAL e il bando per gli interventi di riqualificazione turistica di aree vaste, che prevede 12 milioni di euro per il Piemonte.

Focus anche sulla possibilità di progetti con altri Pesi Ue “gemelli” nell’ambito del programma  “Europe for citizens” (che prevede quattro finestre all’anno e contributi fino a 25 mila euro stanziati con fondi diretti), oltre alle risorse per il turismo transfrontaliero, in particolare sul progetto Alcotra con la Francia per il turismo rurale e montano.

Già ai tempi in cui ero assessore regionale al turismo, i fondi europei sono stati una occasione per finanziare interventi di sicurezza per le attività delle pro loco. Le risorse pubbliche in questo periodo sono poche, ma in Europa le opportunità ci sono. Bisogna coglierle, però, lavorando in squadra, perché è più facile avere accesso a fondi importanti se, invece di puntare su singoli progetti, si allarga la progettualità ad aree omogenee.

Bruxelles, 22 febbraio 2016
La Commissione, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), spiega come usare insieme al meglio i fondi.

La priorità assoluta della Commissione Juncker è rilanciare la crescita in Europa e incrementare il numero di posti di lavoro senza creare nuovo debito. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del piano di investimenti per l'Europa, e i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) svolgono insieme un ruolo cruciale per la creazione di posti di lavoro e la crescita.

Obiettivo dell'opuscolo pubblicato oggi è aiutare le autorità locali e i promotori dei progetti a sfruttare appieno le opportunità derivanti dall'uso complementare del FEIS e dei fondi SIE. I due strumenti, pur nella loro diversità, sono complementari tra loro in termini di ratio, concezione e quadro legislativo e si rafforzano a vicenda.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il portafoglio "Occupazione, crescita, investimenti e competitività", ha dichiarato: "Il FEIS è stato creato in modo da garantirne la massima flessibilità e i promotori dei progetti hanno enormi opportunità per richiedere finanziamenti del FEIS e dei fondi SIE. Gli orientamenti che pubblichiamo oggi si rivolgono alle imprese che sono alla ricerca di finanziamenti per progetti e forniscono consulenza su come usare al meglio entrambi gli strumenti."

La Commissaria per la Politica regionale Corina Crețu ha dichiarato: "Il conseguimento degli obiettivi del piano di investimenti per l'Europa rappresenta uno sforzo congiunto per il quale è necessario mobilitare tutte le risorse e tutti i protagonisti. Per questo farò in modo che il potenziale di crescita dei fondi SIE venga sfruttato appieno attraverso investimenti strategici, orientati ai risultati, che riceveranno una spinta da un uso maggiore degli strumenti finanziari."

Ambroise Fayolle, Vicepresidente della Banca europea per gli Investimenti, ha dichiarato: "L'abbinamento tra Fondi strutturali e di investimento europei e FEIS consentirà alla BEI di finanziare la crescita sostenibile in tutti i paesi e le regioni d'Europa. Grazie a un uso complementare delle sovvenzioni UE e dei finanziamenti della BEI, la Banca può raggiungere nuovi beneficiari, in particolare occupandosi di progetti più piccoli raggruppati in piattaforme di investimento."
L'opuscolo fornisce una panoramica di come possa concretizzarsi la complementarità tra il FEIS e i fondi SIE a livello di progetto o tramite uno strumento finanziario come una piattaforma di investimento.
 

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