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Categoria: News
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Giovanni Paolo II accolse  in Vaticano il padre della Perestrojka nell’avvento del 1989. Venne segnata una strada di disgelo tra le super potenze Ovest Est con l’abbattimento del muro di Berlino.

- L’avvento più sconvolgente per noi giovani appassionati lavoratori al quotidiano cattolico Avvenire fu quello dell’89 quando Il Papa ricevette in udienza Mikhail Gorbaciov, leader dell’Unione Sovietica, poche settimane dopo la caduta del Muro di Berlino. La signora Gorbaciova, Raissa, infrangendo il protocollo era in tailleur rosso Eran tempi raccontati dai comunicati di Joaquín Navarro-Valls (Opus Dei).

-  «Riguardando indietro alla storia straordinaria di Karol Wojtyla e Lech Walesa il grande sindacalista che sapeva inginocchiarsi a Messa con tutta la sua Solidarnosc, immersi come siamo   nell’epoca del mondo globale, il mondo dell’informazione mondializzata vengono i brividi a pensare come un Santo Padre ci accompagnò nel cambiamento epocale.

Oggi il Papa Giovanni Paolo II è santo perchè

Benedetto XVI promulgò il decreto del miracolo per sua intercessione. Secondo quanto riferì il cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione delle Cause dei santi, si trattò della guarigione dal morbo di Parkinson (lo stesso di cui soffriva il Papa) della religiosa francese suor Marie Simon-Pierre, classe 1961.

Ebbene in questa vigilia Natalizia del 2017 e per tutto il periodo di passaggio al nuovo 2018, intendiamo riproporre il messaggio di papa Woitila del Natale del 1978.

“Questo messaggio lo rivolgo ad ogni uomo; all’uomo; all’uomo, nella sua umanità. Natale è la festa dell’uomo. Nasce l’Uomo. Uno dei miliardi di uomini che sono nati, nascono e nasceranno sulla terra. L’uomo, un elemento componente della grande statistica. Non a caso Gesù è venuto al mondo nel periodo del censimento; quando un imperatore romano voleva sapere quanti sudditi contasse il suo paese. L’uomo, oggetto del calcolo, considerato sotto la categoria della quantità; uno fra miliardi. E nello stesso tempo, uno, unico e irripetibile. Se noi celebriamo così solennemente la nascita di Gesù, lo facciamo per testimoniare che ogni uomo è qualcuno, unico e irripetibile. Se le nostre statistiche umane, le catalogazioni umane, gli umani sistemi politici, economici e sociali, le semplici umane possibilità non riescono ad assicurare all’uomo che egli possa nascere, esistere e operare come un unico e irripetibile, allora tutto ciò glielo assicura Iddio. Per lui e di fronte a lui, l’uomo è sempre unico e irripetibile; qualcuno eternamente ideato ed eternamente prescelto; qualcuno chiamato e denominato con il proprio nome.

Così come quel primo uomo, Adamo; e come quel nuovo Adamo, che nasce dalla Vergine Maria nella grotta di Betlemme: “lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 31).

  1. Questo messaggio è indirizzato ad ogni uomo, proprio in quanto uomo, alla sua umanità. È infatti l’umanità che viene elevata nella nascita terrestre di Dio. L’umanità, “la natura” umana, è assunta nell’unità della divina Persona del Figlio; nell’unita dell’eterno Verbo, in cui Dio esprime eternamente Se stesso; questa divinità Dio la esprime in Dio: Dio vero in Dio vero: il Padre nel Figlio e ambedue nello Spirito Santo.

Nella solennità odierna ci innalziamo anche verso il mistero inscrutabile di questa nascita divina.

Contemporaneamente, la nascita di Gesù a Betlemme testimonia che Dio ha espresso questa Parola eterna – il suo Figlio Unigenito – nel tempo, nella storia. Di questa “espressione” egli ha fatto e continua a fare la struttura della storia dell’uomo. La nascita del Verbo Incarnato è l’inizio di una nuova forza dell’umanità stessa; la forza aperta ad ogni uomo, secondo le parole di San Giovanni: “ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1, 12). Nel nome di questo irripetibile valore di ogni uomo, e nel nome di questa forza, che porta ad ogni uomo il Figlio di Dio diventando uomo, mi rivolgo in questo messaggio soprattutto all’uomo: ad ogni uomo; dovunque lavori, crei, soffra, combatta, pecchi, ami, odi, dubiti; dovunque viva e muoia; mi rivolgo a lui oggi con tutta la verità della nascita di Dio; con il suo messaggio.

  1. L’uomo vive, lavora, crea, soffre, combatte, ama, odia, dubita, cade e si rialza in comunione con gli altri. Mi rivolgo perciò a tutte le varie comunità. Ai Popoli, alle Nazioni, ai Regimi, ai Sistemi politici, economici, sociali e culturali, e dico: – Accettate la grande verità sull’uomo. – Accettate la piena verità sull’uomo pronunziata nella notte di Natale. – Accettate questa dimensione dell’uomo, che si è aperta a tutti gli uomini in questa Santa Notte! – Accettate il mistero, nel quale vive ogni uomo da quando è nato Cristo. – Rispettate questo mistero! – Permettete a questo mistero di agire in ogni uomo! – Permettetegli di svilupparsi nelle condizioni esteriori del suo essere terreno.

In questo mistero si trova la forza dell’umanità. La forza che irradia su tutto ciò che è umano. Non rendete difficile questa irradiazione. Non la distruggete. Tutto ciò che è umano, cresce da questa forza; senza di essa deperisce; senza di essa va in rovina.

E perciò ringrazio voi tutti (Famiglie, Nazioni, Stati, Organizzazioni internazionali, sistemi politici, economici, sociali e culturali) per tutto quello che fate affinché la vita degli uomini possa diventare nei suoi vari aspetti sempre più umana, cioè sempre più degna dell’uomo.

Auspico di cuore e vi supplico di non stancarvi in tale sforzo, in tale impegno.

  1. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli!” (Lc2, 14).

Dio si è avvicinato. È in mezzo a noi. E l’Uomo. È nato a Betlemme. Giace nella mangiatoia perché non c’era per lui posto nell’albergo (cf. Lc 2, 7).

Il suo nome: Gesù!

La sua missione: Cristo!

È Messaggero di grande Consiglio, “Consigliere ammirabile” (Is 9, 5); e noi così spesso siamo irresoluti, e i nostri consigli non portano i frutti desiderati.

E “Padre per sempre” (Is 9, 5), “Pater futuri saeculi, Princeps pacis”; e, nonostante che duemila anni ci separino dalla sua nascita, egli è sempre davanti a noi e sempre ci precede. Dobbiamo “corrergli dietro”, e cercare di “raggiungerlo”.

È la nostra Pace!

La Pace degli uomini!

La Pace per gli uomini, che egli ama (Lc 2, 14).

Dio si è compiaciuto dell’uomo per Cristo. L’uomo non lo si può distruggere; non è permesso umiliarlo; non è permesso odiarlo!

Pace agli uomini di buona volontà.

  1. Buon Natale ad ogni uomo e a ciascun uomo!

Buon Natale, nella pace e nel gaudio di Cristo.

Christus natus est nobis, venite adoremus.

Buon Natale, nella pace e nel gaudio di Cristo.

A quanti ci ascoltano

Di espressione francese:

Heureux Noël, dans la joie et la paix du Christ!

Di espressione inglese:

A blessed Christmas, in the joy and peace of Christ!

Di espressione tedesca:

Frohe und friedvolle Weihnachten in Christus.

Di espressione spagnola:

Felices Navidades en la paz y gozo de Cristo!

Di espressione portoghese:

Feliz Natal, com os melhores votos da paz e da alegria de Cristo!

Di espressione polacca:

Umilowani Bracia i Siostry, Rodacy w Kraju i poza jego granicami gdziekolwiek jestescie: Papiez - Polak jest z Wami i oznajmia Wam radosna, nowine, ze "Slowo cialem sie stalo i zamieszkalo miedzy nami"! Zycze Wam i calej Ojczyznie radosnych i blogoslavionych Swiat Bozego Narodzenia. Przezywajmy Tajemnice Wcielenia jako jedna rodzina Boza. Niech nie bedzie wgród nas ludzi samotnych, smutnych, zapomnianych, skrzywdzonych, powasnionych. Modle sie z Wami slowami koledy: "Podniesc reke Boze Dziecie, blogoslaw Ojczyzne mila, w dobrych radach w dobrym bycie wspieraj jej sile swasila".

Per tutti: Christus natus est nobis, venite adoremus!

 

Efrem Bovo